Naturalmente la fede è un dono divino che l’uomo può decidere o meno di accogliere.

La fede cristiana però non si oppone alla ragione, la supera, la trascende, ma non è ad essa contraria.

 

Anzi, molto frequentemente, la logica e la ragione sono state utilizzate da santi e teologi per difendere e diffondere la dottrina della Chiesa cattolica.

 

Questo naturalmente non significa affatto che la fede possa essere totalmente compresa e “contenuta” dal ragionamento logico, però tale ragionamento, come si è compreso nella sezione MA DIO ESISTE O NO?, non si oppone alla fede cristiana e afferma la sua logica plausibilità.

 

 

Ad esempio, tralasciando la fede, ma poggiando esclusivamente su deduzioni “laiche”, siano esse storiche, psicologiche, sociologiche ecc., risulta razionalmente plausibile ritenere che Gesù Cristo è veramente Dio.

 

 

 

 

Vediamo alcune (solo alcune) sintetiche argomentazioni in merito:

 

Quando qualunque persona racconta una falsità, lo fà per proprio interesse, per diventare più ricco o famoso o potente, per fuggire da un pericolo ecc.

 

Che ricompensa hanno avuto i discepoli/gli apostoli dalla loro testimonianza di fede?

Pietro, Giacomo il Maggiore, Paolo, Stefano e molti altri hanno subito oppressioni, prigionie, torture e infine la morte per testimoniare la risurrezione di Cristo...se avessero rinnegato la loro fede sarebbero stati liberati, risparmiati, avrebbero evitato torture e morte, ma invece hanno preferito affrontare tutto questo.

 

Non si può logicamente credere che degli uomini decidano di soffrire sino alla morte per difendere una bugia.

I primi apostoli sapevano che potevano vivere tranquillamente e che invece, se andavano in giro per il mondo a raccontare che Gesù è risorto e dunque è Dio, sarebbero stati imprigionati, torturati e uccisi.

Eppure scelsero quest'ultima via, questo destino, perché veramente sapevano che stavano raccontando la verità...

infatti il Cattolicesimo si è affermato anche grazie alla testimonianza credibile, annunciata con il sangue e la sofferenza, dei primi primi apostoli, dei primi cristiani.

Raccontare la vera storia di Gesù non portava nessun denaro, nessun potere, nessun prestigio, ma solo sofferenza e morte...loro lo sapevano e scelsero comunque di raccontare quella storia....

Del resto appartenere alla Chiesa cattolica dei primi tre secoli significava vivere spesso nella clandestinità e rischiare torture e morte..torture e morte riservate soprattutto ai vertici della Chiesa..basti pensare quanti papi dei primi secoli sono stati uccisi 

 

 

Affermare che Gesù è veramente risuscitato, è affermare che Gesù è vivo ora, adesso, realmente, è affermare che Gesù è Dio.

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Dal Nuovo Testamento (fonte assolutamente storica) e da altri documenti si apprende che Gesù era una persona straordinaria. Straordinaria per coraggio, carisma, capacità di comunicare, di destreggiarsi nelle situazioni più difficili, una persona piena di amore, ma anche sicura di se, serena, equilibrata, che riusciva a parlare alle folle, a far cambiare idea alle persone, ad opporsi alla mentalità della sua epoca ecc.

 

 

Non è logico quindi che una persona di questo genere sia talmente malata da pensare di essere Dio, da affermare pubblicamente di essere Dio. Un semplice uomo che pensasse, seriamente, di essere Dio, avrebbe sicuramente dei problemi psicologici e di conseguenza anche il suo comportamento non risulterebbe pienamente limpido come quello di Gesù, ma evidenzierebbe atteggiamenti patologici o un carattere “da esaltato” o arrogante o altro ancora, atteggiamenti invece assolutamente assenti in Gesù.

 

 

Gesù inoltre miracolava le persone.. Anche alcuni profeti dell’Antico Testamento facevano miracoli, ma li facevano sempre nel nome di Dio, riferendosi a Dio, pregando Dio.

Gesù invece non opera miracoli in nome di Dio, ma mette bene in chiaro che è lui stesso che possiede tale potenza, perché è lui stesso Dio. Li fa in nome proprio. Inoltre i suoi miracoli sono talmente potenti da far spaventare anche chi non credeva in lui.

Anche in fonti storiche ebraiche (Talmud Babilonese), quindi non cristiane, viene affermato che Gesù compiva fatti straordinari, inspiegabili. In tali documenti, provenienti da una religione/un popolo non credente nella divinità di Cristo, questi fatti sono chiamati “stregonerie” e sono considerate negativamente, ma testimoniano, loro malgrado, la soprannaturalità e la verità delle azioni raccontate nei Vangeli....(erano talmente evidenti i miracoli che nemmeno loro potevano negarli !! )

 

 

 

Consideriamo la passione e la morte di Gesù. Egli ha sofferto sino a sudare sangue, è stato tradito, abbandonato, rinnegato dai suoi amici, condannato dal suo stesso popolo, calunniato, schernito, torturato pesantemente (per torture simili alcuni uomini morivano di infarto), messo sulla croce (la croce non solo era uno strumento di tortura, ma uno strumento di umiliazione...la morte in croce non era solo una morte atroce, ma una morte moralmente degradante)...tutto questo gli è stato inferto senza che lui avesse nessuna colpa, anzi dopo che aveva fatto del bene a molte persone.

 

 

Qualsiasi psicologo, antropologo ecc. non ritiene possibile che un uomo, per quanto paziente e santo, possa subire tutto questo senza nemmeno avere un minimo sentimento di rabbia, di reazione verso i suoi persecutori. Ancora più incredibile che egli abbia trovato la forza per pregare per i suoi carnefici, per volere il loro perdono. Il comportamento di Gesù non è umanamente comprensibile, quindi è plausibile pensare che egli non fosse solo un semplice uomo.

 

 

 

Se Gesù Cristo non fosse risuscitato tutto quello che ha fatto non avrebbe senso. La fede cristiana si poggia sulla risurrezione di Cristo. Se non è risorto, vuol dire che non è Dio. Se è risorto, allora è veramente Dio.

Credere alla risurrezione è un fatto di fede, ma crederci non è un’azione irrazionale.

Se una persona crede nell'esistenza di Dio sa che Dio può fare tutto, anzi è impossibile che il Dio della vita rimanga prigioniero della morte.

 

Importante è poi considerare che i primi testimoni a veder Gesù risorto (e ad ascoltare l'annuncio degli angeli) sono state delle donne.

Nella cultura ebraica, al tempo di Gesù, le donne non erano molto considerate. Come testimoni erano considerate ancora di meno. Se i discepoli avessero voluto raccontare la “bugia della risurrezione”, non avrebbero mai detto che i primi testimoni (quindi testimoni importantissimi) a vedere Cristo risorto (e ad ascoltare l'annuncio degli angeli) sono state delle donne. Avrebbero invece affermato che a veder per primi Cristo risorto, sono stati uomini adulti

E' come se oggi una persona, per rendere convincente una falsità da lei raccontata, preferisse far confermare la propria bugia non da un'altra persona adulta, ma da un bambino di 3- 4 anni. Sarebbe un atteggiamento autolesionista, controproducente.

E' allora logico e ragionevole pensare che l'apparizione di Gesù alle donne sia stata reale.

 

Alcuni affermano: i discepoli hanno rapito il corpo di Gesù e poi si sono inventati la storia della risurrezione. Tale ipotesi è ridicola. Ricordiamo che i discepoli, quando Gesù era ancora vivo, sono scappati a gambe elevate. Come avrebbero potuto avere il coraggio di affrontare i soldati che erano di guardia al sepolcro, per liberare un cadavere? I discepoli talmente spaventati che, dopo la cattura di Gesù vivo, si nascondevano dappertutto, addirittura lo rinnegarono (Pietro) per paura di essere a loro volta catturati, avrebbero subitaneamente organizzato un attacco contro guardie addestrate ed armate per liberare un cadavere? Ipotesi totalmente irragionevole, anzi ridicola.

 

 

Nella sezione ATTENDIBILITA' STORICA DEI VANGELI viene evidenziata l'indiscussa attendibilità storica dei Vangeli della Chiesa.

 

Inoltre riportiamo, della medesima sottosezione, alcune affermazioni che gli evangelisti non avrebbero mai divulgato, se i loro racconti fossero stati inventati.

 

 

Ecco alcuni esempi.

 

 

Gli evangelisti (appartenenti al popolo ebraico) non avrebbero mai scritto che Gesù aveva ridimensionato il giorno del sabato (la festa per eccellenza degli ebrei!)... sarebbe stato un terribile autogoal. Come se un politico, per convincere le persone ad eleggerlo, promettesse di ridimensionare il campionato di calcio in Italia;

 

Non avrebbero mai detto che Gesù era morto in croce, perché era un assurdo, una bestemmia, che un fondatore di religione, il Messia, Dio stesso muoia in croce... lo avrebbero taciuto a tutti i costi, soprattutto considerando che la morte in croce era una delle morti più umilianti in assoluto...una morte da scarto della società;

 

Non avrebbero raccontato che sono scappati a gambe levate quando Gesù è stato imprigionato, non avrebbero raccontato il rinnegamento di Pietro ecc. Proprio loro che dovevano diffondere la nuova religione, perché mai avrebbero dovuto parlare male di se stessi, dei testimoni della nuova religione? E' un assurdo, è darsi la zappa sopra i piedi;

 

Non avrebbero mai detto che Gesù amava, perdonava, miracolava anche i romani, gli odiati conquistatori...come posso pensare di convincere i miei compatrioti, (o anche altre popolazioni sottomesse) dicendogli che il loro Dio faceva del bene anche ai loro oppressori? E' un altro assurdo, un controsenso, soprattutto pensando alla mentalità dei popoli antichi.

 

E si potrebbe andare avanti e vanti ancora con altri esempi.

 

 

 

Ricordiamo inoltre, anche se questo può far parte di un altro discorso, che ci sono fonti non cristiane che testimoniano l’esistenza storica di Gesù (fonti romane ed ebraiche), e fondamentali documenti ebraici (Talmud babilonese) che affermano come egli facesse miracoli. In tali documenti, provenienti da una religione/un popolo non credente nella divinità di Cristo, questi fatti straordinari sono chiamati stregonerie e sono considerate negativamente, ma testimoniano, loro malgrado, la soprannaturalità e la verità delle azioni raccontate nei Vangeli.