Solo alcuni passi evangelici dove Gesù mette in guardia gli uomini dal pericolo dell'inferno

 

Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli a radunare dal suo Regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità, perché li gettino nella fornace ardente. La sarà pianto e stridore di denti (Mt 13, 41-43)

 

Quindi dirà a quelli che stanno alla sinistra. "Andate via da me, o maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e i suoi seguaci"  (Mt 25, 41)

 

Se qualcuno si vergognerà di me e delle mie parole, il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui quando ritornerà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi (Lc 9, 26)

 

Perciò nel giorno del giudizio gli abitanti di Tiro e Sidone saranno trattati meno duramente di voi. E tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al cielo? No, tu precipiterai nell'abisso (Lc 10, 14-15)

 

Là voi piangerete e soffrirete molto, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel Regno di Dio e voi fuori (Lc 13, 28)

 

Poi morì anche il ricco (ingrato e cattivo) e fu sepolto. Finito tra i tormenti, alzando lo sguardo verso l'alto vide da lontano Abramo e Lazzaro che era con lui. Allora gridò: "Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro ad intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma". Ma Abramo rispose: "[...] tra noi e voi c'è un grande abisso; se qualcuno di noi vuol passare da voi, non lo può fare; così pure nessuno di voi può venire da noi". Quello disse: "Allora, padre, ti supplico di mandarlo a casa di mio padre. Ho cinque fratelli e vorrei che li ammonisca a non venire anch'essi in questo luogo di tormento". Abramo rispose: "Hanno Mosé e i profeti: li ascoltino!". Quello replicò: "No, padre Abramo; ma se qualcuno dei morti andrà da loro, cambieranno modo di vivere". Abramo disse: "Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno convincere neppure se qualcuno risorge dai morti" (Lc 16, 22-31)

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 

 

Morire in peccato mortale senza essersene pentiti e senza accogliere l'amore misericordioso di Dio, significa rimanere separati per sempre da lui per una nostra libera scelta (Catechismo della Chiesa cattolica, 1033)

 

Gesù parla ripetutamente della "geenna", del "fuoco inestinguibile", che è riservato a chi sino alla fine della vita rifiuta di credere e di convertirsi  (Catechismo della Chiesa cattolica, 1034)

 

La Chiesa nel suo insegnamento afferma l'esistenza dell'inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell'inferno, "il fuoco eterno". La pena principale dell'inferno consiste nella separazione eterna da Dio. (Catechismo della Chiesa cattolica, 1035)

 

Dio non predestina nessuno ad andare all'inferno; questo è la conseguenza di una avversione volontaria a Dio (un peccato mortale), in cui si persiste sino alla fine (Catechismo della Chiesa cattolica, 1037)