Domande e risposte

Il geocentrismo (la terra al centro dell'universo e il sole che ruota intorno ad essa) era una verità di fede, un dogma per la Chiesa cattolica?

 

Assolutamente No. Il geocentrismo non è mai stato un dogma/una verità di fede per la Chiesa cattolica. Basti solo pensare che Niccolò Copernico (1473-1543), colui che scrisse De revolutionibus orbium coelestium (1543), il famoso trattato eliocentrista (che assegnava dunque al sole la posizione centrale, intorno alla quale i pianeti, terra compresa, ruotavano) era un fedele canonico della Chiesa, formatosi nelle università cattoliche e tutelato dallo zio, vescovo di Warmja. La stessa opera ebbe l'imprimatur dalla Chiesa, cioè una sorta di licenza di pubblicazione concesso dalla Chiesa.

 

Inoltre varie osservazioni di Copernico vennero compiute su un torrione della cattedrale di Frauenburg e il cardinale Schonberg e il vescovo Giese lo esortarono insistentemente a pubblicare il risultato dei suoi studi. La sua opera venne dedicata a papa Paolo III (1534-1549) e al Concilio di Trento (1545-1563), famoso per aver difeso e consolidato la dottrina cattolica, non venne scritta una sola parola contro l'eliocentrismo.

 

 

E cosa ne pensavano Lutero e i protestanti?

 

Prima di rispondere desidero ancora sottolineare che numerosi papi ed alti ecclesiastici lessero ed elogiarono l'opera di Copernico, inoltre in varie università cattoliche si insegnava (come sola possibilità teorica e matematica) l'eliocentrismo (la teoria di Copernico, che a ben vedere, ma questo esula dal nostro discorso, non era affatto originale).

 

Lutero (1483-1546) invece diceva di Copernico: “La gente presta orecchio a un astrologo improvvisato che cerca in tutti i modi di dimostrare che è la Terra a girare e non il Cielo. Chi vuol far sfoggio di intelligenza deve inventare qualcosa e spacciarlo come giusto. Questo Copernico, nella sua follia, vuol buttare all'aria tutti i principi dell'astronomia” e Melantone (1497-1560) rincarava “Simili fantasie da noi non saranno tollerate”.

 

Non può dunque stupire che il protestante Giovanni Keplero (1571-1630), il più insigne astronomo dell'epoca, venne espulso per le sue idee eliocentriche...guarda caso venne accolto ed invitato ad insegnare in territorio cattolico e nelle università cattoliche.

 

 

Beh...comunque la Chiesa era contraria alla scienza

 

E' vero il contrario. Abbiamo già visto nella sezione “La scienza ringrazia la Chiesa cattolica” come la scienza sia fondamentalmente scaturita dalla cultura cattolica.

 

Inoltre, come ha dimostrato fra gli altri lo storico E. Grant, gli stessi Galilei e Newton (1642-1727) hanno attinto a piene mani dal sapere e dalla logica cattolica-medievale.

 

Ma diamo la parola a Jean Robert Armogathe, ordinario di Storia delle idee religiose e scientifiche presso la Sorbona di Parigi: “Due generazioni prima del caso Galilei s'era assistito ad una rivoluzione culturale senza precedenti, di cui la Chiesa cattolica era stata il promotore e il diffusore. I pontefici romani si sono affermati come mecenati delle scienze e delle arti, ad un livello mai uguagliato. Galileo stava tra i lumi di questa scienza cattolica, era stato festeggiato dai Gesuiti romani e godeva dell'amicizia di tanti cardinali”.

 

Ricordiamo inoltre che nel 1582 il papato aveva compiuto la riforma del calendario (ancora oggi vigente..il così detto calendario gregoriano...che prende il nome da papa Gregorio XIII), “opera della stupenda ricerca matematica accolta e sviluppata dalla Chiesa”.

 

 

Allora perché la Chiesa ha processato e condannato Galilei?

 

Ovviamente la cultura del tempo sosteneva che la terra fosse al centro dell'universo, questa era la posizione anche del Cattolicesimo (anche se appunto nessuno metteva la mano sul fuoco, tale credenza non era promossa a verità di fede/a dogma). La cultura e le università del tempo erano molto legate a quello che diceva Aristotele, alla filosofia di Aristotele (384-322 a.C.).

 

Inoltre la Bibbia pareva sostenere, in qualche suo racconto, che la terra fosse immobile e il sole ruotasse intorno ad essa:

questa posizione biblica era solamente un'immagine, una tipica e comprensibile raffigurazione semplificata oppure era da considerare in modo strettamente “scientifico”? Purtroppo la cultura del tempo e la maggioranza dei chierici vollero considerarla in senso strettamente scientifico.

 

La loro visione contrastò persino quanto suggeriva il padre della Chiesa sant'Agostino (354-430): 'considerare le realtà astronomiche basandosi sul significato letterale di vari brani biblici, è una scelta vergognosa e dannosa e da evitarsi ad ogni costo'.

 

 

 

Come andarono le cose? Solo un brevissimo riassunto

 

 

Galilei non inventò (come molti credono) il telescopio, ma probabilmente fu il primo che lo puntò verso il cielo per osservare lo spazio. Fece molte scoperte, le quali spiazzavano, negavano che la terra fosse al centro dell'universo.

 

Attenzione però, le cose non sono così semplici.

 

Si era veramente sicuri di tali scoperte? Non era possibile che tale strumento provocasse delle visioni errate? Nello spazio non potevano esserci dei fenomeni contraddittori, strani ? Lo stesso Galilei non comprese alcune sue osservazioni (ad esempio Saturno tricorporeo) e anche lui pensava che esistessero dei fenomeni ottici irreali (quando contrastavano la sua teoria...esempio la disputa sulle comete con il gesuita Grassi, a cui è dedicato il liceo di Savona).

 

Dunque dimostrare che il geocentrismo fosse una cavolata non era per nulla facile, anche perché

 

1 – ricordiamo che il modello geocentrico esisteva da molti secoli ed era un modello molto affidabile, grazie al quale cioè si riusciva a prevedere i fenomeni stellari, planetari, stagionali, le eclissi ecc. con grande precisione

 

2 – vari studiosi, soprattutto i famosi astronomi Gesuiti, avevano abbandonato il vecchio modello geocentrico di Tolomeo (e Aristotele), per sostenere quello sempre geocentrico ma più complesso e ben più difficile da confutare/sfatare del coevo astronomo Tycho Brahe (1546-1601).

Tale modello affermava che tutti i pianeti (terra esclusa) ruotassero intorno al sole, e contemporaneamente i pianeti e il sole ruotassero intorno alla terra. Galilei sapeva che tale modello, comunque sbagliato. era ben più difficile da negare

 

3 – per dimostrare che il geocentrismo fosse falso e l'eliocentrismo fosse vero, si doveva dimostrare che la terra ruotasse sul proprio asse e facesse una rivoluzione annuale intorno al sole; Galilei non riuscì a provare né il primo né il secondo fenomeno

 

 

Un tempo ogni disciplina umanistica e scientifica doveva essere armonizzata con le altre e primariamente con la religione….non è ad esempio un caso che i primi scienziati ed astronomi furono religiosi, alcuni dei quali fondarono vere e proprie discipline scientifiche.

 

Galilei fu uno dei primissimi che volle portare la discussione scientifica in ambito religioso, invitando la Chiesa a “leggere” quei passi biblici che affermavano che la terra era al centro dell'universo in modo solo figurato.

 

Ovvio, con la mentalità e le abitudini del tempo, che l'alta gerarchia ecclesiale doveva prendere delle decisioni, doveva agire.

Perché si sarebbe dovuto cambiare il modo di leggere quei passi biblici e le concezioni astronomiche accettate da secoli e secoli? 

Galilei portava qualche prova inconfutabile ? No. Soprattutto il geocentrismo di Brahe rimaneva saldo

 

Inoltre il pisano insultava senza complimenti i suoi avversari scientifici, li prendeva in giro (anche nei casi in cui poi si dimostrò che era nel torto), arrivò addirittura a prendere in giro un suo avversario appena deceduto.

 

Fu così denunciato al Sant' Uffizio per le sue idee astronomiche (la denuncia prese corpo anche a causa di alcune rivalità...i due domenicani che lo denunciarono erano fiorentini)