Chi erano gli eretici?

 

Al contrario di quanto comunemente si pensa gli eretici non erano persone miti che volevano semplicemente professare la propria fede, bensì imporla anche con prepotenze e violenza. Importante sottolineare che un tempo religione, società e politica – in ogni parte del mondo – erano saldamente uniti, l'impostazione religiosa e quella socio-politica si comprenetravano a vicenda.

 

I catari, il gruppo eretico di gran lunga maggioritario nel Medioevo (che assumeva nomi diversi nelle differenti zone geografiche europee), idealizzavano e propagandavano il suicidio, e consideravano il matrimonio e ancor più la procreazione uno degli atti più negativi che una persona poteva compiere.

 

 

Come è possibile che i catari avessero tali idee?

 

Perché consideravano il mondo e la vita materiale “il male”, dunque ogni attività tesa a sostenere il mondo e la vita materiale era considerata un grave peccato. Tanto è vero che persino gli storici che si sono schierati nettamente contro l'Inquisizione ammettono - prima di accusare tali tribunali di violenze, fanatismi ecc – che è stato un bene che la Chiesa abbia sgominato gli eretici, altrimenti la civiltà sarebbe precipitata nel caos.

 

 

Chi furono i primi a perseguitare/perseguire gli eretici?

 

I primi ad incarcerare, processare e giustiziare (o linciare) gli eretici furono i vari poteri civili (re, sovrani ecc.) e il popolo. 

 

 

E la Chiesa?

 

La Chiesa veniva accusata dai poteri politici e dal popolo di non intervenire, di rimanere impassibile. Dopo, una volta che intervenne, non di rado venne accusata di essere troppo dolce, troppo tenera, tanto che si ricordano persino casi di prigioni ecclesiastiche che venivano assaltate dal popolo che aveva tutta l'intenzione di giustiziare gli eretici senza tante garanzie processuali.

 

Dunque oggi noi diciamo: “che scandalo la Chiesa che organizzava le Inquisizioni”. Un tempo dicevano “che scandalo la Chiesa che è così tenera con gli accusati”.

 

 

E' vero che la pena massima era quella del rogo?

 

Si. Purtroppo in passato alcune pratiche degli Antichi Romani vennero fatte proprie dalla civiltà europea. Un tempo vi era un profondo rispetto per gli antenati e per il Diritto Romano, il quale prevedeva tale pena. Se lo facevano loro che erano i grandi Antichi Romani....non sarà così sbagliato farlo...più o meno la si pensava così.

 

Il condannato a morte non recidivo, si poteva pentire dopo la sentenza. Poteva pentirsi e ammettere le sue colpe anche davanti al rogo. In tal caso gli venivano applicate altre condanne; prigione, pellegrinaggi ecc.

 

Era dunque l'imputato l'ultimo giudice di se stesso.

 

 

Vi era la tortura?

 

Si, ma le  macchine della tortura che appaiono in molti documentari, libri e persino musei sono quasi sempre frutto di fantasia. Basta informarsi, approfondire per conoscere come la tortura fosse assai più sopportabile di quanto varie persone pensano.

 

Quando Franco Cardini, uno dei più importanti storici italiani ed europei, mette in guardia dall' oceano “d'immonda innominabile paccotiglia sotto forma cartacea, informatico/telematica, cinematografica” che minaccia chi si vuole adeguatamente informare sulle Inquisizioni, si riferisce anche alle inventate torture che appaiono appunto in vari libri, documentari, musei. In realtà le macchine per quelle estreme torture sono o inventate dalla propaganda anticattolica (anche del passato), o generate dagli Stati nazionali moderni.

 

 

 

Qual'era la tortura più utilizzata?

 

Non solo la tortura più utilizzata, ma quella che in molti tribunali costituiva praticamente l'unica tortura era “I tratti di corda”; grazie all'ausilio di una fune la persona, con le mani legate dietro la schiena, veniva sollevata e sospesa sin quasi al soffitto, a questo punto lasciata cadere, attendendo che il violento arresto a mezz'aria le provocasse il previsto e veemente dolore. Nella peggiore delle ipotesi l'accusato subiva una slogatura, che subito i medici ricomponevano.

 

Molte persone erano poi esentate a prescindere, la tortura non poteva provocare menomazioni, ferire a sangue, non durava più di qualche decina di minuti, era praticata innanzi ad un medico.

 

Ricordiamo che nel passato le persone era abituate molto, molto più di adesso alle sofferenze fisiche.

 

Consideriamo ad esempio cosa significasse sopportare un'amputazione o una qualsiasi operazione chirurgica ora privati d'anestesia, ora avvalendosene di una approssimativa e ancor più pericolosa, oppure tollerare un mal di denti e dolorose malattie senza il conforto della medicina odierna, o ancora affrontare numerosi parti in condizioni oggi giudicate inaccettabili.

 

 

La percentuale di condanne a morte?

 

Le condanne a morte erano pochissime. Anche nell'Inquisizione Spagnola, valutata una delle più severe di tutte, erano veramente poche. Basti pensare che Torquemada, l'inquisitore considerato il più feroce di tutti, condannò a morte il 2% degli imputati dei quali era responsabile.

 

Lo storico Dedieu afferma che le Inquisizioni medievali condannavano lo 0,5% dei denunciati.

 

 

Incredibilmente alcuni storici del Diritto hanno plaudito all'operato delle Inquisizioni.

 

Incredibilmente no. Vari storici del Diritto, cattolici e no, hanno riconosciuto che moltissimi aspetti positivi della giustizia odierna sono nati ora parzialmente, ora solamente grazie alle Inquisizioni cattoliche:

 

l'avviso di garanzia – la registrazione di tutti gli atti processuali, con tanto di verbali – l'avvocato d'ufficio (per chi non aveva soldi per pagarselo) – la possibilità di ricusare i giudici – la presenza di una giuria (la quale, al contrario di quanto si crede, affiancava l'inquisitore ed era determinante nel controllare il suo operato e nel confermare o no le sue decisioni) – gli sconti di pena – la grazia – l'alleggerimento della condanna – il patteggiamento della pena.

 

Secondo la storica Anne Shutte l'Inquisizione Romana rappresentava la migliore giustizia criminale possibile nell'Europa dell'età moderna.

 

Secondo lo storico del Diritto John Tedeschi essa era un indiscutibile pioniere della riforma giudiziaria.

 

Secondo la storica Silvana Seidel Menchi, rispetto ai tribunali coevi, sempre l'Inquisizione Romana agiva con elevata competenza ed imparzialità, costituendo un modello di precisione e severità giuridica, anticipante per certi versi la moderna interpretazione della giustizia penale.

 

Secondo Rainer Decker, pluriennale consultatore dei documenti processuali - garantiva all'accusato un procedimento più equo rispetto a quanto accadeva altrove. 

 

Secondo Hesemann è alquanto probabile che il trattamento umano dei detenuti è proprio una invenzione dell'Inquisizione Romana 

 

Secondo lo storico del Diritto Paolo Prodi l'Inquisizione non è certo “un episodio di aberrazione di cui la Chiesa debba chiedere perdono, ma il primo, fondamentale pilastro della moderna giustizia,quella creata per perseguire d'ufficio i crimini.