Uno dei numerosi luoghi comuni è che la religione o comunque la Chiesa cattolica siano ostili o contrarie alla scienza.

 

Conoscendo la storia, leggendo le opere di numerosi storici della scienza, diventa piuttosto facile smentire tali banalità 

Infatti, è inoppugnabile, il Cattolicesimo stato imprescindibile/ fondamentale per la nascita delle scienze esatte.

 

Quest'ultime non devono comunque essere confuse con le invenzioni, l’ingegno creativo, le scoperte, lo sviluppo matematico, il sapere astronomico ecc.

 

Per giungere a concepire il concetto stesso di “scienza”, bisogna concepire il concetto stesso di legge naturale, di ordine, di universo razionale.

E' indubitabile che le religioni, soprattutto nel passato ma anche oggi, hanno profondamente formato la mentalità dei popoli; non è dunque così strano che proprio l'Occidente sia pervenuto, unico nella storia, alle scienze esatte..una conquista infatti nata grazie al Cattolicesimo.

 

Le religioni orientali, quelle animistiche, l'antico Culto degli Antenati ecc....non hanno saputo introdurre le popolazioni indiane, cinesi, africane, americane (ecc.) al concetto di “scienza” perché non concepiscono la presenza di un Dio che sia nel contempo onnipotente, trascendente, creatore, razionale.

 

Senza credere ad una tale divinità, non si può immaginare la presenza di un universo ordinato, che risponde a particolari regole razionali (infatti poste dal Dio creatore/razionale)....tali religioni credono a divinità immanenti e/o non creatrici/non razionali e/o a fenomeni/organismi naturali divinizzati, così da potersi comportare in modo totalmente svincolato da una logica “razionale”, “scientifica”, prevedibile, indagabile.

 

Senza un Dio trascendente, creatore, razionale, che fornisce leggi al mondo, la mia mentalità non sarà mai pronta a far nascere la scienza, a concepire la scienza...perché considererò l'universo come una entità indipendente, autonoma, imprevedibile. Considererò i fenomeni naturali, gli animali, le piante, come dirette ed irriducibili manifestazioni del divino (o comunque degli spiriti), e dunque si comporteranno come vogliono, senza dover rispondere ad alcuna legge naturale...

E io infatti non riuscirò nemmeno a concepirle o, nel migliore dei casi, le considererò sempre alquanto labili, relative, come delle vele che si fanno continuamente sbalottare in ogni direzione da questa o quell'altra volontà spirituale 

Dunque non può stupire che a fare “scienza” non ci siano riuscite popolazioni alquanto ingegnose, se pensiamo ad esempio a quella cinese o a quella indiana, che già moltissimi secoli fa è giunta a quella che il grande storico della scienza Stanley Jaki chiamava l'invenzione più importante dell'umanità: la concezione del numero zero.

A tal proposito si ricorda che i nostri cosìdetti “numeri arabi”, sono in realtà “numeri indiani”; gli arabi infatti gli impararono dagli indiani durante le loro conquiste in quelle terre, e poi, sempre spinti soprattutto da volontà di conquista, li “portarono” in occidente.

 

Nessuno infatti vuole affermare che gli europei siano o siano stati più intelligenti di altri popoli; ci mancherebbe altro...gli europei hanno semplicemente cambiato la loro mentalità, perché beneficiati dal Cristianesimo....dall'unica religione che ha preparato e chiamato l'umanità alle scienze esatte.

Persino lo storico marxista Joseph Needham, esperto in storia cinese, ha riconosciuto che i cinesi non riuscirono a giungere alle scienze esatte, perché mancava in loro l'idea di un Dio unico, creatore e razionale, perché non avevano una religione monoteista.

 

Lo stesso Aristotele - e qui siamo a parlare del pensiero della Grecia classica, cioè di uno dei pensieri più illuminati dell'intera storia umana (almeno secondo il sentire comune) – traeva conclusioni errate, proprio a causa delle sue idee religiose. Quando ad esempio diceva che i sassi da lui fatti cadere non si comportavano nel modo previsto perché le pietre decidevano da loro stesse, chissà perché, di cadere con una velocità bizzarra...

Aristotele faceva si una sorta di esperimento, ma lo verificava poggiando non sull'idea di leggi razionali stringenti, cioè di leggi create da un Dio razionale, ma su un'idea animistica, panteistica....i filosofi della Grecia classica non credevano infatti in un Dio creatore dal nulla, per questo, lo ripetiamo, da una parte non riuscirono a concepire oggettive/razionali leggi naturali, dall'altra conferirono anima/divinità/volontà ai vari elementi della natura.....Pitagora fece diventare persino il Numero una sorta di divinità.

 

Il monoteismo era dunque necessario per il sorgere delle scienze esatte:

A parte il discorso sugli ebrei - forse nella storia presenti in troppo irrisorio numero, perché da loro scaturissero degli scienziati d'importanza epocale - ci possiamo chiedere perché le scienze esatte non siano nate nel mondo islamico.

 

La risposta non è così complicata; alcuni grandi scienziati musulmani, Avicenna ad esempio, non furono certo lontani dal concepire le scienze esatte. Ma questa loro vicinanza derivò anche dall'essere, in sostanza, dei musulmani eretici, cioè dal non condividere parte della teologia islamica.

Quest'ultima infatti ha bloccato le spinte scientifiche e persino conoscitive dei musulmani, le quali all'inizio non erano affatto timide, se pensiamo ad esempio allo sviluppo dell'ottica.

 

La teologia islamica afferma che Dio è certo creatore, ma non ha posto alcuna legge naturale

E questo perché? Perché per l'islam le leggi naturali sono come delle catene che limiterebbero la libertà di Allah, diminuirebbero la sua onnipotenza. Alcune/i scuole/teologi parlano si di legggi naturali, ma per loro sono sempre molto labili, dei giocattolini che Allah si diverte a rompere e trasformare quando e come vuole...

Una simile mentalità può dare origine alle scienze esatte? No, e la storia, anche in questo caso, lo dimostra.

 

Ma la storia dimostra anche un'altra cosa, anche se i divulgatori da copertina la censurano; i grandi scienziati che hanno concepito ed introdotto le scienze esatte erano cristiani, avevano studiato teologia cristiana, non rinnegarono la loro religione, furono formati da una cultura cristiana .

 

C'è forse una teologia più razionale e sistematica di quella cattolica?

Forse l'Università non è nata dalla Chiesa cattolica?

Forse la Scolastica, la fondamentale teologia di san Tommaso d'Aquino, non analizzava nel rigoroso dettaglio tesi ed antitesi per poi giungere alle conclusioni?

 

In realtà non solo la generale teologia cristiana (credere in un solo Dio creatore, razionale ecc. ecc.) era necessaria per concepire le scienze esatte, ma anche

il modo di approcciare i problemi della Scolastica

il movimento culturale/conoscitivo/organizzativo delle università (tutte erano cattoliche, perché nate dalla Chiesa)

la mentalità cristiana  dedita a scoprire le leggi poste da Dio furono elementi fondamentali per la nascita della scienza.

 

Quest'ultima non nacque come un prezioso fungo in un bosco malato, come ci vogliono insegnare vari divulgatori, ma nell'unica "vegetazione" che poteva farla nascere

 

L'insigne Whitehead, coautore dell'opera miliare Principia Mathematica, ha profondamente legato la teologia medievale cattolica alla nascita della scienza pura


Come si è insediata così saldamente nello spirito europeo questa convinzione? Se paragoniamo il 'tono' del pensiero europeo con l'atteggiamento di altre civiltà abbiamo la sicura impressione che il primo sia originato da una sola fonte.
Non può infatti provenire che dalla concezione medioevale, che
insisteva sulla razionalità di Dio [...]. Ogni particolare era controllato e
ordinato: le ricerche sulla natura non potevano sfociare che nella
giustificazione della fede nella razionalità. Non parlo, si badi, delle
convinzioni dichiarate di pochi individui. Ciò che ho in mente è l'impronta
lasciata nello spirito europeo da una fede secolare e incontestata.